Accettarsi per come si è
Accettarsi: un possibile cambio di prospettiva
Se parlando con qualcuno uscisse la frase "eh già ...bisogna che si accetti!". E' una affermazione generica che presuppone un pregiudizio.
Ma se si trattasse di noi? Quale sarebbe il mio primo pensiero? Sono capace di trovare degli elementi che mi fanno dire che vado bene così?
Accettarsi per come siamo: sembra facile!
Di sicuro è più facile a dirsi che a farsi, questo non lo metto in dubbio. Perchè in fondo si tatta di una conquista personale fatta di un lavoro su se stessi, fatta di continui piccoli passi verso l'accettazione e l'accoglienza profonda di noi.
Accettarsi vuol dire perdonarsi gli errori, in un società e status sociale che richiede la perfezione su tutto.
Vuol dire riconoscere di riuscire in qualche cosa che fai ed essere soddisfatto per questo. Anche se gli altri non ce lo riconoscono.
Vuol dire gioire dei tuoi successi e se possibile gratificarti.
Vuol dire riconoscere i tuoi limiti con coraggio, guardandoli in faccia senza scoraggiarsi, con il desiderio interiore di volersi migliorare.
Vuol dire essere meno critico e severo con te stesso.
Vuol dire non fare continui paragoni con gli altri o notare con un pizzico di invidia "quello mi manca!" ma osservare invece cosa ho e cosa sono veramente.
Probabilmente nessuno si accetta al 100% ma non è questo l'importante. La chiave di volta credo sia nel prendere consapevolezza piano piano di chi siamo e darci quel valore che meritiamo.
Accettarsi. Lo dobbiamo. Prima di tutto a noi stessi.
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